LE FATE IN ITALIA


Vi racconterò alcune leggende italiane in cui le protagoniste sono le Fate.
La Fata di Cardetto.
Tanto tempo fa, in una grotta di Catenaria di Casentino, vivevano le Fate. Una di loro si innamorò ricambiata di un giovane contadino che aveva il campo nelle vicinanze. Purtroppo, però, a causa di un crudele incantesimo, la Fata diveniva una splendida fanciulla solo per tre giorni la settimana, mentre nei rimanenti assumeva l’aspetto di una serpe. Nonostante questo sortilegio, il contadino la teneva accanto a sé ogni volta che lavorava il suo campo. Un giorno il contadino dovette assentarsi e, senza avvertire l’innamorata, chiese al fratello di sostituirlo nel suo lavoro e lo raccomandò di tenere vicino a sé la serpe.
La Fata dopo qualche giorno, si accorse che davanti a sé non aveva l’uomo amato e, spaventata aprì le fauci come se volesse attaccare il giovane. Lui si spaventò e la colpì con violenza con un bastone. La Fata sparì e quando il suo innamorato tornò la cercò disperatamente per domandarle perdono, ma le sue ricerche furono vane.
Decise di rimanere fedele all’amata per tutta la vita, anche se non la rivide mai più. Morì nel sonno davanti alla grotta, aspettando invano il ritorno della Fata.


Le Fate in Valle d'Aosta.
Tanto tempo fa, nella Valle di Praz c’era un Lago. Vicino alle sue sponde, all’interno di una grotta, viveva una Fata bellissima che proteggeva la valle. Nessuna l’aveva mai vista, di lei si udiva solo il canto melodioso.
Un giorno la Fata si avvicinò al suo lago, senza accorgersi che due pastori erano seduti su un enorme masso. Non appena li vide fuggì. I due uomini tentarono di seguirla, ma la persero di vista. Lei ne approfittò e si trasformò in un’enorme serpe dorata.
I due pastori, terrorizzati, tornarono al villaggio e raccontarono a tutti che la Fata era stata divorata da una serpe. La gente della valle credette loro anche perché la Fata, per paura di essere nuovamente vista, smise di cantare e rimase nascosta per un lunghissimo periodo all’interno della sua grotta.
Passarono i mesi; un giorno la Fata decise di uscire dal suo nascondiglio, ma preferì assumere l’aspetto delle serpe. Si arrampicò su un masso e rimase immobile a specchiarsi nell’acqua; non si accorse del cacciatore fermo sull’altra sponda del lago.
L’uomo sparò e colpì la serpe che scivolò nel lago. L’acqua dapprima divenne rossa come il sangue, poi si ritirò del tutto defluendo in un torrente nel torrente Pacoulla e poi nel Lys.
La valle di Praz divenne così una distesa arida.

Le Dame Bianche.
Una Dama Bianca protegge gli abitanti del villaggio di Issime; è una donna che appare nei prati, sulle alture e vicino ai boschi. Indossa lunghe vesti bianche e protegge gli abitanti dalle disgrazie avvisandoli con grida acute e lamenti prolungati.
Altre Dame Bianche sono apparse anche sul Monte Bianco e sul Monte Rosa. Nella Piana di Verrayes, dopo una giornata di pioggia, nei pressi della “Borna de la Faye”(buca della Fata) si manifesta all’improvviso una bellissima Fata che poi scompare dopo qualche istante.




Il Tesoro della Fata.
Si racconta che in provincia di Teramo, nella gola tra le montagne di Campli e Civitella, ci sia un enorme masso posto all’ingresso di una grotta. All’interno una Fata custodisce un tesoro costituito da monete d’oro, d’argento e di rame. La Fata trascorre il suo tempo tessendo.



Il Cortile delle Sette Fate.
A Palermo c’è “Il Cortile delle Sette Fate”. La leggenda racconta che tanto tempo fa, in questo cortile apparivano sette Fate che ogni notte portavano una persona nei cieli più lontani, oppure negli oceani più profondi e poi la coinvolgevano in feste e danze incantate. All’alba riportavano a casa la persona prescelta, poi scomparivano nel nulla.



La Vera Ricchezza.
Tanto tempo fa, in Sardegna, su un monte, sorgeva un castello incantato abitato dalle Fate. Erano bellissime, indossavano abiti verdi, bianchi e azzurri. Talvolta si recavano in volo nei paesi vicini e prelevavano una persona per condurla nel loro castello. Veniva poi mostrato il loro immenso tesoro: pietre preziose, oro, gioielli e perle.
Le Fate lo invitavano a portarsi a casa tutto ciò che voleva.
La maggior parte dei prescelti si riempiva le tasche, ma, una volta tornati a casa, il bottino si trasformava in carbone.
Chi invece non portava via nulla, era destinato ad una vita lunga e felice.




Per concludere.....
Le Fate non sono sempre e solo legate a zone particolarmente suggestive, ma anche a semplici abitazioni. La tradizione, soprattutto nel sud Italia, dice che ogni casa possiede la sua Fata, che protegge in vari modi la famiglia che vi abita; si allontana o scompare per sempre quando all’interno della casa si verificano episodi di violenza.

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